Leonardo: dal corpo al paesaggio

La casella sul calendario da segnare riporta il numero 500. Sono gli anni che sono trascorsi dal quel 2 maggio 1519 quando Leonardo da Vinci concluse la sua vita nel castello d’Amboise, lasciatogli dal re di Francia.
Cinquecento anni sono tanti e in un periodo così vasto il mondo si è modificato in quasi ogni suo aspetto: molte cose sono nate e molte altre sono andate perdute. Se però la figura di Leonardo, a così grande distanza, merita di essere celebrata e ricordata vuol dire che un motivo ci sarà! Questo motivo pare concreto grazie a quello che Leonardo stesso, anche inconsapevolmente, è riuscito a donare alla società del suo tempo e alla nostra contemporaneità. Perciò la domanda che sorge spontanea è effettivamente una: cosa può raccontarci l’esperienza del maestro toscano, cosa possono dirci i suoi scritti, i suoi dipinti, i suoi disegni, risultati dei suoi pensieri che, con grandi ingranaggi, cercavano di studiare il mondo delle cose per comprendere ciò che stava attorno a lui?

Leonardo da Vinci è stato un artista straordinario, in grado di raffigurare la realtà con una verità sconcertante. La sua mano dipingeva con maestria ciò che l’occhio analitico dello scienziato osservava. La curiosità e l’attenzione per le cose sono il segreto della sua fama, il motore che mosse il pennello.
Riscoprire Leonardo significa perciò imparare a notare, a guardare con occhio attento e curioso come quello del bambino che apprende. Significa concentrarsi perciò sui moti dell’anima, sulle persone e sui rispettivi sentimenti, sull’espressione corporea, su di sé e sugli altri, sul singolo e sulla relazione.
Riscoprire Leonardo significa tornare a vedere la realtà che ci circonda, il mondo, lo spazio che ci accoglie e il rapporto tra le cose, tra ciò che è vicino e ciò che è lontano, mediante la prospettiva dei perdimenti.
Riscoprire Leonardo significa valorizzare il corpo e la mente, riscoprirsi umani, nella più alta accezione che può descrivere la persona, un traguardo importante per l’individuo del Rinascimento quanto per l’uomo contemporaneo.

A partire da queste premesse la proposta culturale della Biblioteca Civica “F. Maraspin” di Cusano Milanino intende celebrare questo gigante della storia coinvolgendo l’Associazione Croma e i bambini locali nella pratica artistica, per riscoprirne il genio mediante l’azione creativa.

Da qui ha origine Lo Specchio di Leonardo, un progetto che intende prendere la figura dell’artista e le sue opere come pretesti per allargare gli orizzonti dello sguardo e permettere che dell’arte se ne faccia davvero esperienza. Leonardo e i suoi dipinti non si fanno testi da leggere ma occasioni tese per poter andare oltre alle opere. L’azione e il pensiero del maestro toscano possono calarsi nel contesto contemporaneo e quotidiano donandoci spunti per una crescita interiore, aiutando a sviluppare quel benessere necessario per vivere il mondo.

L’arte, attraverso il suo fare e ricombinare elementi, idee e immagini è occasione di crescita. Questa condizione mette al centro l’esperienza, esperienza intesa come conoscenza e come fare. Il fare artistico e creativo che espone in prima persona l’individuo e lo mette in relazione con se stesso e con gli altri.
I temi principali che il progetto vuole affrontare sono il ritratto e il paesaggio.
Questi ultimi sembrano ambiti ed entità sconnesse tra loro, ma sarà proprio Leonardo che ci mostrerà come, in realtà, un paesaggio non esista senza un uomo che lo osservi; viceversa un uomo è perso nel mondo se non ha la possibilità di capire il contesto che gli sta intorno.
Il laboratorio verte proprio su questo aspetto, sul paesaggio che si fa umano nell’immagine del ritratto e sull’uomo che si scopre paesaggio.
Sono previsti due differenti approcci: il primo che si concentra prevalentemente sul lavoro individuale e il secondo che mette in gioco la relazione dell’individuo con il gruppo. Infatti, grazie alle tecniche del frottage e della ricomposizione nel primo caso e a quella dell’opera condivisa nel secondo, l’attività è mossa da un primo sguardo introspettivo e auto-riflessivo, focalizzato sull’immagine di sé, che muta successivamente in osservazione esteriore, nella quale l’io si fonde e si confonde, si forma e si trasforma nella relazione con il gruppo, legandosi al contesto, allo spazio…al paesaggio.

Un’occasione per cambiare prospettiva, per affinare lo sguardo, per imparare facendo. Un’opportunità terapeutica nell’accezione di scoperta e riscoperta di sé e del mondo, dell’arte e della storia dell’arte. La possibilità di conoscere il genio e l’opera di Leonardo da Vinci per vivere il mondo sulla propria pelle, con il proprio corpo. Una rielaborazione in chiave moderna di ciò che ha fatto la storia del nostro paese.

Testo di Francesco Serenthà e Stefano Sorgente

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