Si chiama mondo

Quante acque ci sono al mondo? E di che colore? Esse circondano la nostra quotidianità, ricoprono e plasmano il nostro pianeta. Con estrema pazienza si può arrivare a dipingere sul pelo dell’acqua e far sì che questa si faccia immagine, composizione di colori e forme.

Camminare tranquillamente in pianura e muovere le proprie mani su un foglio piano, creando e dipingendo con il corpo, coltivando campi di colore e composizioni di territori.

Osservare bene la sabbia, a cosa assomiglia e che forma possiede? Se la guardiamo, scopriamo che è composta da tanti sassi, solo che questi sono molto, molto piccoli. Da dove arriva quest’ultima? Abbiamo in mente un posto dove possiamo trovarne tantissima? Ecco che parte il viaggio tra sale e sabbia.

Dove il paesaggio si dipinge di bianco e fa molto freddo ci sono delle mani che possono agire tra i ghiacci dei poli. Materie scultoree e polveri magiche creano la metafora dell’ambiente polare.

Cosa sono quelle immense rocce e quei sassi appuntiti che si vedono là giù in fondo? Dove milioni di anni fa il mare e i venti plasmarono le montagne oggi la manipolazione di una semplice superficie plastica lascia solchi, impronte e valli, cocuzzoli, valichi e pendii. L’immaginazione è padrona delle nostre azioni e lo sguardo si fa nuovo difronte a natie catene e gruppi montuosi.

Creando senza paura di sbagliare, l’arte guida il fare espressivo, individuale e condiviso. Lo stupore lascia posto all’immaginazione, lo sguardo muove le mani e insieme si procede verso la scoperta e la costruzione di un’opera che contiene tutti i paesaggi del mondo: paesaggi vissuti e immaginari, paesaggi quotidiani e paesaggi di altri pianeti.

Questo si chiama mondo.

Ideato insieme a Chiara Basilico (Artista terapista) e Camilla di Giovanni (Artista terapista).

 

Testo di Francesco Serenthà

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