AgOrà: Educare, Crescere e Condividere nella comunità di Bresso

Riassunto

Un duplice sguardo e la differenza tra generazioni racchiuso in un'immagine, simbolo degli obiettivi del Progetto AgOrà: le differenti prospettive portano a guardare le realtà del territorio e a illustrare nel dettaglio le sei azioni del Progetto, per conoscere meglio le proposte in atto.

Lo sguardo è il primo dei cinque sensi per quantità di risorse richieste al cervello; attraverso di esso è possibile elaborare una serie infinita di informazioni: si possono cogliere dettagli, riconoscere particolari e apprezzare sfumature. Soprattutto grazie allo sguardo è possibile conoscere il mondo e costruire la propria realtà sulla base delle esperienze che si compiono. Da qui è partito questo viaggio: dallo sguardo sugli oratori e sulla città, sui giovani e sulle famiglie che la compongono.

Abbiamo provato a pulire gli occhi dalle cataratte dei preconcetti e dalla miopia dello stereotipo, che impedivano di vedere da lontano i particolari e l’unicità del singolo. È così che si è vista nitidamente la buona volontà e la dedizione di chi ogni giorno, in oratorio, mette se stesso a disposizione, gratuitamente, per farsi altro per l’altro. È apparsa la scintilla del volontariato che è la colonna portante degli oratori, ma che rischia di essere soffocata da una società sempre più bisognosa di relazione, di tempo e di competenza. Allo stesso modo è apparsa nitida la richiesta degli adolescenti che chiedono la presenza di una popolazione adulta significativa e in ascolto. Tutte queste esigenze, più che mai impellenti, hanno portato a trovare insieme nuovi modi per coinvolgere giovani e adulti all’interno delle comunità. Gli oratori di Bresso, rappresentati dall’equipe del Progetto Inclusivo, hanno collaborato con Croma, si sono incontrati e hanno iniziato a costruire insieme per questo scopo.

Nuovo centro per la città: nasce il progetto AgOrà

Ecco che così nasce il Progetto AgOrà per gli oratori di Bresso, grazie alla vittoria del bando Porte Aperte 2025, al sostegno di Fondazione CariploFondazione Peppino Vismara e Fondazioni di Comunità.

Gli oratori sono sempre stati officine di talenti, reti di relazioni, dove ciascuno può mettersi in gioco così com’è e così come può.

L’Agorà nella polis greca era il centro nevralgico della città, il fulcro dove le relazioni tra le persone tenevano vivo l’intero tessuto sociale della società. Anche gli oratori, quindi, sono piazze, luoghi circoscritti dove crescere. In essi i talenti hanno modo di essere coltivati, accresciuti e spesi, in un’economia circolare del bene. Ma gli oratori non sono isole felici, distaccate dalla fatica del mondo, o fortini da cui guardare con giudizio chi non ne fa parte: sono invece luoghi inseriti nella faticosa quotidianità del 2026, che risentono dello smarrimento degli adolescenti e dell’impotenza degli adulti.

Lo sguardo sull’altro e la richiesta di poter essere guardati

Ecco perché AgOrà, ecco perché una piazza: perché i cancelli degli oratori non delimitano spazi chiusi, ma racchiudono un mondo che vuole essere aperto, che abbraccia per lasciare al mondo, che cova per lasciar volare.

Il progetto AgOrà parte proprio da questo sguardo, anzi da questi sguardi: di giovani e di adulti che si incrociano e si incontrano. «Guardami!» chiedono. «Mi guardi?» domandano. Una duplice richiesta di essere guardati, come modello, e di essere visti come individui.

Abbiamo provato a sintetizzare questo concetto in un simbolo visivo e grafico, che è stato donato durante il weekend di presentazione del bando, lo scorso 31 gennaio in occasione della festa di San Giovanni Bosco.

Potenziare i servizi: spazio e tempo di qualità per crescere

Ma concretamente come si traduce questo sguardo nel progetto? AgOrà si concretizza in sei differenti azioni di progetto che prendono spunto dalla realtà già presente e dai desideri e dai talenti della comunità.

In primo luogo, i bar degli oratori, luoghi di aggregazione per tutta la cittadinanza, vedranno i giovani, insieme agli adulti, farsene carico ancora di più, con cura. Gli adulti metteranno nelle mani dei più giovani l’esperienza di molti anni e questi, accogliendo con entusiasmo il loro ruolo, saranno investiti di una responsabilità che fa crescere. Verrà quindi incrementato il tempo di apertura dei bar e verranno allargate le possibilità del servizio offerto.

Gli oratori di Bresso saranno inoltre aperti nei sabati sera, per dare uno spazio accogliente alle relazioni tra i ragazzi e le ragazze, includendo anche chi ad oggi non vive la realtà dell’oratorio. L’idea è quella di creare momenti strutturati dove gli adolescenti possano condividere un tempo di qualità, tramite serate di giochi, visione di film e tornei. In queste prime due azioni di progetto sarà posta particolare attenzione all’inclusione di persone con disabilità e per questo motivo saranno stanziati alcuni fondi del progetto per delle figure educative preposte all’affiancamento di alcuni ragazzi che presteranno servizio ai bar e parteciperanno alle serate del sabato.

Sostenere lo studio

Largo spazio nella piazza AgOrà è dedicato anche all’accompagnamento dei più piccoli nel loro lavoro quotidiano di studenti. Il servizio compiti delle elementari, già presente in oratorio S. Giuseppe da diversi anni, è stato potenziato con la presenza di due figure professionali, che metteranno la loro competenza a disposizione dei bambini presenti, dei volontari e dei genitori, fornendo loro strumenti efficaci per gestire in modo produttivo e positivo il momento dello studio. Lo stesso spazio compiti è stato avviato, proprio grazie al progetto AgOrà, questo settembre per le classi delle scuole medie, dove stanno presenti le medesime figure, ma dove servono ancora tanti giovani e adulti che si mettano in gioco e dedichino il proprio tempo all’aiuto dei più piccoli.

Formazione per la Comunità Educante

Altra importante azione si concentra sulla formazione della comunità educante. La realtà della Comunità Pastorale di Bresso si distingue già da diverso tempo per lo sguardo attento a questo importante obiettivo, e il progetto si inserisce nella ricca proposta formativa già attiva, con tre giornate di formazione. Il tema è stato individuato in seguito a una indagine fatta nell’autunno dell’anno scorso in tutta la comunità e avrà come centro il disagio giovanile: il nucleo da affrontare insieme, tramite un confronto più che tramite lezioni frontali, sarà non tanto cosa la comunità può fare per il disagio degli adolescenti, quanto come si sente un adulto nel confronto con la realtà giovanile e quali siano le difficoltà che questo incontra in quanto figura di riferimento.

Sport e inclusione

Lo sport ha sempre camminato accanto alla vita degli oratori, è sempre stato fonte di aggregazione e di crescita, per questo motivo non poteva non essere preso in considerazione. Le società sportive si sono unite in rete alla partnership, così come il comune di Bresso, e sostengono il progetto AgOrà, proprio a testimoniare quanto la rete tra le differenti realtà educative sia la risposta alle grandi richieste di oggi.

Verrà creata una realtà di Baskin all’interno della città di Bresso: uno sport innovativo che mira a creare squadre in cui chiunque, senza eccezioni di età, genere o disabilità, può far parte. Sono stati già individuati i luoghi in cui avviare gli allenamenti e prestissimo si inizieranno a cercare gli atleti che vogliono partecipare.

CreatiVita: progetti artistici e partecipazione attiva

Nella piazza di AgOrà, infine, c’è posto anche per la creatività, con un progetto che mira a ridare spinta alla realtà della sala prove dell’oratorio. Il progetto prende ispirazione dalla Pedagogia Hip Hop e vuole integrare musica e arte, in classico stile Croma, in un intreccio che vede la Street Art, il songwritinge la produzione musicalecome protagonisti insieme ai giovani che vorranno partecipare.

C’è tanto da fare, e tanto di cui essere entusiasti. L’avventura è grande e sfidante, così come il bisogno di sostegno e di persone.

Ecco che quindi si vuoletornare allo sguardo iniziale, a quella duplice prospettiva, lasciata su una cartolina, a chi ha partecipato all’evento dello scorso 31 gennaio: quel giovane e quell’adulto ritratti possono essere chiunque di noi; ciascuno ha l’occasione di essere allo stesso tempo destinatario e parte integrante del progetto AgOrà, passante e attore nella piazza degli oratori. Ciascuno è responsabile dei luoghi che abita, oltre ad esserne abitante. Ciascuno è chiamato a mettere cura in ciò che fa, perché la cura, come sempre, si nota.

Testo di Mattia Tagliani

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